Gli angiomi del fegato sono formazioni benigne, congenite ma non presenti alla nascita, che si vedono all'ecografia, sempre casualmente, in persone con otre trent'anni di età.
I più comuni sono angiomi capillari che si configurano all'ecografia come nodi a margini lisci, più brillanti del tessuto del fegato che li contiene. Possono essere singoli o multipli. Il loro diametro può raggiungere i 3 cm.
Meno frequenti sono gli angiomi cavernosi che hanno, di media un diametro di 3/4 cm ma, in qualche raro caso possono rggiungere i 7/10 cm.
All'ecografia hanno un aspetto meno tipico degli angiomi capillari ma pur sempre di diagnosi certa da parte del Medico Ecografista esperto.
Come si deve comportare l'ecografista di fronte ad un reperto con queste caratteristiche?
Se il Paziente non ha malattie del fegato, soprattutto non ha la cirrosi, lo tranquillizza e non richiede nessun altro controllo.
Solo in alcuni casi di angiomi cavernosi può essere indicato un approfondimento diagnostico mediante risonanza magnetica (MRI) o,se disponibile, con ecografia con mezzo di contrato (CEUS). Non la TAC.
Se un Paziente è affetto da cirrosi o ha una patologia tumorale pregressa l'atteggiamento dell'ecografista cambia e deve essere improntato alla massima prudenza perchè tutti i nodi rilevati nel fegato di questi Pazienti, fino a prova contraria, debbono essere considerati pericolosi (a meno che non siano noti da tempo ed invariati ai vari cntrolli).